Nestis, il Pianeta Nano

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Durante il tragitto su stradacce sterrate i due incontrano pochissima gente, qualche camion bruciato, case prefabbricate per i taglialegna.

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Alla fine della camionabile abbandonano la moto e si inerpicano su per una collina boscosa. Kerenskij conosce i luoghi, e sa che in cima c’è una vasta radura disboscata dagli incendi che si sono sviluppati nella zona negli anni novanta (qualche centinaio di km più a nord c’è il lago Cheko, dove nel 1908 un bolide si vaporizzò nell’atmosfera radendo al suolo un pezzo di foresta). Dopo un primo momento di imbarazzo i due cominciano a parlare del meteorite che si avvicina. In fondo hanno qualcosa in comune, sono scienziati!

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In realtà Nestis (soprannome di Persefone, Regina delle Tenebre) é più di un meteorite, molti scienziati affermano che è un pianeta nano del nostro sistema solare, una crosta carbonatica con un cuore di metallo, 10 km di diametro in tutto, esattamente come il bolide che decretò la fine dei Dinosauri. La sua apparizione ha sorpreso tutti: con un’orbita quasi perpendicolare all’eclittica ha sfiorato Giove usandolo come trampolino, e si è lanciato verso la terra con una traiettoria imprevedibile e oscillante. La spiegazione di questo comportamento risiederebbe secondo alcuni scienziati nell’asimmetricità del nucleo interno, che galleggerebbe in un fluido viscoso. Abbandonata l’ipotesi di un Nestis-lander alla ricerca di tracce di vita, la comunità internazionale ha cominciato a prendere in seria considerazione l’ipotesi di lanciare qualche testata nucleare per deviare il planetoide, ma l’eventuale pioggia di frammenti sembrava ben più pericolosa di un incontro ravvicinato. Incontro che sembrava destinato ad essere ben più che ravvicinato, complice la massa della Luna ed una nuova repentina deviazione di traiettoria. L’area di possibile impatto (il “Tappeto Rosso”) attraversa diagonalmente l’Eurasia, dal Kamchatka al Portogallo.

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Con soli pochi giorni di preavviso, milioni di persone prese dal panico hanno abbandonato le aree a rischio, lasciando intere metropoli piantonate da truppe in assetto da guerra.

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