Andy’s Digital Adventures

A conti fatti sono più di trent’anni che ho a che fare con i computer, e mi sembrava interessante fare un resoconto di queste avventure digitali.

ComputHeroes
ComputHeroes

Il primo computer di famiglia fu un Texas Instruments 99/4A (riposa ancora in qualche scatolone a casa dei miei). Erano i primissimi anni ’80. Design molto bello, tastiera nera, corpo in alluminio, si collegava al televisore di casa e presentava un grosso slot sul davanti per inserire le cartucce di espansione. La cosa più bella era la gestione della memoria, che richiedeva ben due lettori di audiocasette, uno per l’input e uno per l’output. Per caricare un programma riavvolgevi l’audiocassetta (ognuna ne conteneva tanti), azzeravi il contatore e poi schiacciavi forward finché il contatore non segnava il numero corrispondente all’inizio del programma (il numero era trascritto a penna sulla copertina della cassetta). Play, scroscio di bit ed il programma era caricato! Si programmava in basic, i programmi li inventavamo noi oppure li trascrivevamo da riviste specializzate. ON GOSUB, IF THEN ELSE, ho passato ore a programmare. Realizzai una serie di giochi, il più bello si chiamava “Obscure Castle”, un labirinto con stanze collegate da porte. La stanza in cui stava il giocatore risultava illuminata, tutte le altre erano al buio totale. Bisognava recuperare un tesoro schivando delle mummie molto lente, che si muovevano tutte verso il giocatore e potevano attraversare i muri. Avevamo una sola espansione di memoria, per programmare in Assembler. Il relativo manuale era così spesso che non ebbi mai il coraggio di affrontarlo. Mio padre ci smanettò un poco: degli enormi sprite colorati attraversavano lo schermo ad una velocità pazzesca. Mi resi conto che stavo guardando il futuro negli occhi, ma non bastò a conquistarmi. Anche mio padre programmava, soprattutto nell’ambito dei suoi studi musicali. Aveva scritto dei programmi che generavano delle fughe casuali alla Bach, roba forte. Il Texas era nel nostro stanzone, spesso mi addormentavo con papà che ticchettava sulla tastiera, illuminato dal baluginare catodico. L’ultimo utilizzo risale alla fine degli anni ’80. Per un esame universitario rispolverai il vecchio Texas e realizzai un grafo per il calcolo del tempo di percorrenza. Il programma tentava tutti i possibili percorsi, memorizzando l’ultimo percorso più breve. Appena il percorso successivo eccedeva quello in memoria, il programma lo scartava e passava appresso. Stavo comunque utilizzando una tecnologia di dieci anni prima, era giunto il momento anche per me di passare appresso…

Bello, vero?
Bello, vero?

L’immagine seguente è bellissima: 1981, la vita del blogger Scott Hackett sta per cambiare per sempre. Da notare gli oggetti sullo sfondo.

Natale del 1981.
Natale del 1981.

Questo link per una libreria di giochi per il Texas.

 

 

Autore: Andy War

Born in Naples, 1965, lived in Princeton and France, then back to Italy. Comics. Grendizer, Star Wars, Lucky Luke. Architecture, Punk Rock. Sciattoproduzie, structures. Digital animations, running, hospitals. I live and work in Rome, married with two children.

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